F1 FIA – FOTA Piero Ferrari, no guerra dichiarazioni

piero ferrari.jpg“Questa non è una guerra di dichiarazioni a mezzo stampa” ha riferito Piero Ferrari a “The Guardian”, raggiunto al telefono presso il quartier generale della Ferrari a Maranello. “Queste sono dichiarazioni che vengono da un consiglio di direzione che ha una grande esperienza”.

“Il nostro primo obiettivo è di tenere conto dei limiti del bilancio, che non pensiamo sia possibile controllare”, ha affermato. “Il secondo è che secondo noi è sbagliato che una squadra che accetti le limitazioni di bilancio abbia più libertà e diverse regole tecniche. Se siamo tutti sulla linea di partenza di un Gran Premio, dobbiamo avere tutti le stesse regole, le stesse specifiche tecniche”.

“E’ come nel calcio. In Italia abbiamo l’Inter, che sta vincendo il campionato, e che spende grandi somme di denaro per acquistare i giocatori migliori. Ma nella Serie A ci sono squadre come il Catania, che non hanno soldi. Secondo voi si potrebbe chiedere al Catania “potete giocare con 12 giocatori” e dire all’Inter “dovete giocare con 9”? Non sarebbe giusto. Ma queste saranno le regole della Formula 1. Non sono assolutamente accettabili. Chiunque sulla griglia deve prendere il via partendo dalle stesse regole, altrimenti non c’è competizione ed è qualcun altro a decidere chi vincerà”.

“Non è perché vogliamo spendere soldi” ha detto. “Vogliamo risparmiare denaro. Tutti i costruttori sono favorevoli a ridurre le spese della Formula 1. Ma si possono ridurre le spese senza avere un limite di bilancio. E non è una cosa facile da rispettare, è già abbastanza difficile far rispettare le regole tecniche, come si è visto recentemente con il problema del diffusore. Quindi, come si può far rispettare o controllare il budget di spesa?”

“Un’altra cosa è controllare le spese sul piano tecnico. Lo stiamo già facendo con i motori e sarà fatto l’anno prossimo sul cambio. Possiamo perfino introdurre limiti sui costi dei materiali – la fibra di carbonio forse. Ho molti amici che corrono nelle Nascar, negli Stati Uniti. Controllano i costi – il numero di meccanici, per esempio – e le squadre corrono tutte con le stesse regole. Potremmo fare qualcosa di simile”.

Mosley, ha dichiarato, non solo ha ignorato la commissione Formula 1, che dovrebbe avere voce in capitolo su questioni come queste, ma anche le regole esistenti sulla stabilità tecnica. “Ha dimenticato del tutto di consultare gli attori di questo spettacolo. So che il mondo è in crisi economica, ma questo atteggiamento e questo modo di cambiare le regole non salverà di certo l’economia”.

Ciò che è sicuro è che suo padre avrebbe condiviso la sua visione. “Era una persona forte, combatteva sempre per ottenere un accordo, e non avrebbe mai accettato quello che Max sta cercando di fare adesso, imponendo delle nuove regole”.

Un po’ come successe nel 1986 quando Enzo Ferrari ha reagito in modo simile con il consiglio direttivo, quando minacciò di lasciare la Formula Uno e di competere alla 500 Indianapolis. “Sono volato in America per firmare il contratto” ha detto Piero Ferrari. “Mio padre aveva perfino costruito una macchina apposta per la gara. La potete vedere anche oggi. E’ nel nostro museo”. Non ha fatto nemmeno un giro di pista perché, come sempre, Enzo tornò sui suoi passi. “Ma non stava bluffando” dice suo figlio. “Era serio. E anche noi lo siamo”.

 

Fonte www.ferrari.it

F1 FIA – FOTA Piero Ferrari, no guerra dichiarazioniultima modifica: 2009-05-16T16:16:00+00:00da grandprixnews
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