03/09/2009
AUTO: Fiat Grande Punto EVO MY2010
Se la prima versione della Grande Punto stupì e venne affiancata ad alcune Maserati dell'epoca, per l'anteriore chiaramente ispirato alle vetture del Tridente, ecco, possiamo dire che con la Punto Evo, modello rinfrescato per il 2010 il Fiat guardano a... Aston Martin. Il frontale ristilizzato, al pari del posteriore, caratterizza fortemente la nuova Grande Punto, una fascia in tinta carrozzeria che alloggia il porta-targa fa da tratto divisore nella calandra, lasciando che la parte superiore sia vagamente indicatrice di qualcosa di già visto, prestigioso, sportivo. Ecco, qualcosa molto Aston Martin. il bordo inferiore della calandra, verso le estremità, invece ricalca l'andamento già sperimentato il Renault con la Nuova Clio. Nel complesso un anteriore che ne guadagna in dinamismo, con le frecce integrate nella barra trasversale già richiamata che ospita la targa, il marchio Fiat adesso si colloca più su, appena sotto l'apertura del cofano motore. Più gradevoli anche i proiettori, insomma, un frontale riuscito. Al posteriore, i fari sono stati ristilizzati e rastremati nella forma, come anche il paraurti ha guadagnato un'aria più muscolosa e dinamica. Non è solo estetica, però, l'innovazione portata sulla Grande Punto EVO. Si parla anche, e soprattutto, di motori: saranno Euro 5, con il Multijet 1.3 sviluppato ulteriormente e con l'ingresso dei propulsori Multiair 1.4 a listino. Un successo, quello della vettura di segmento B della casa torinese che, c'è da giurarlo, proseguirà bene nel tempo, con un ampio solco tracciato oramai con questa nuova generazione di Grande Punto, con un salto qualitativo, estetico e tecnico evidentissimo rispetto alle vecchie, buone, ma francamente brutte Punto.
Fabiano Polimeni
18:21
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20/03/2009
TEST: Fiat Grande Punto 1.2
Nel complesso la vettura si presenta con una linea filante e sportiva, specialmente il frontale è fortemente caratterizzato e richiama elementi stilistici molto azzeccati. Senza ombra di dubbio è stato fatto un grande passo avanti rispetto alla versione precedente. Non si può non notare come, a fronte di un aumento della sicurezza specialmente per l’impatto con un pedone, sia stato necessario disegnare uno sbalzo anteriore molto marcato. Il profilo curvilineo del frontale, in raccordo con la fiancata, non sopperisce completamente l’ampiezza dello sbalzo anteriore e questo crea una sensazione di auto molto caricata sul davanti. Tornando alla parte frontale, si trovano i gruppi ottici di ampie dimensioni e di forma tondeggiante, la calandra ha un andamento piacevole e, nel raccordo con la parte bassa, viene interrotta da un elemento che ospita la targa. Il profilo laterale è caratterizzato da una linea di cintura sportiva, quindi abbastanza alta (specialmente nella versione tre porte) che si raccorda al posteriore con i gruppi ottici a sviluppo verticale. Sempre nella vista laterale, spicca il piccolo “oblò” tra il montante anteriore e il finestrino: in effetti, sono i montanti anteriori ad essere piuttosto massicci e creare degli angoli bui in marcia, sul lato guida. Aver inserito questi piccoli oblò non ha certo migliorato la situazione, tuttavia, creano un effetto stilistico azzeccato. Davvero molto belli sono, invece, gli specchietti retrovisori: molto belli e ampi soprattutto, consentono una visibilità perfetta. Passando al posteriore, la vettura dà la sensazione di essere ben piantata a terra, infatti le linee esterne tendono a divergere verso il basso e, complice la presenza di passaruota posteriori ben sagomati, conferisce appunto l’idea di un retrotreno importante. I gruppi ottici al posteriore mantengono lo sviluppo verticale che ha sempre caratterizzato, sin dalla prima versione, la Punto; le dimensioni sono comunque più raccolte rispetto al passato. Una piccola pecca, dettata dal design del posteriore, è data dalla soglia di carico del bagagliaio: piuttosto alta e con una conformazione che non rende molto accessibile il vano di carico che di per sé ha una buona capienza.
INTERNI
Entrando in macchina la sensazione che si ha è di una vettura di segmento superiore, il passo avanti rispetto al vecchio modello è sensibile. Il disegno della plancia è molto ricercato e con degli accostamenti di colori davvero piacevoli, le finiture in generale sono molto buone considerando la media del segmento. Un particolare da sottolineare è la conformazione dei pannelli delle porte anteriori, hanno un andamento particolare che consente un buon appoggio per il braccio e, rientrando verso l’esterno, aumenta lo spazio tra sedile e portiera. Il disegno poi presenta un andamento verso il basso a copiare, diciamo, la line di cintura esterna. Tra le note positive anche la conformazione dei sedili, abbastanza rigidi e al contempo comodi, semmai sarebbe stato meglio avere una sagomatura maggiore ai lati della seduta su questa versione 1.2 65cv, tuttavia, non se ne sente la mancanza in marcia viste le prestazioni davvero modeste del propulsore. Il volante è rivestito in pelle e la conformazione è molto sportiva, ha un’ottima ergonomia e consente una presa salda e comoda, con degli incavi accentuati nella posizione tradizionale 9 e 15; inoltre, sono di serie i comandi per la radio che risultano comodissimi e con tasti di grandezza adeguata. Tornando alla console, da un lato si apprezza il disegno e l’abbinamento contrastato dei colori, dall’altro è molto pronunciata verso l’abitacolo ed ha costretto ad una posizione della leva del cambio troppo arretrata. Magari qualche centimetro in meno avrebbe permesso una migliore ergonomia della leva e uno spazio sotto la console più ampio e meglio accessibile per posizionare dei piccoli oggetti. Davanti alla leva del cambio sono presenti due ogive per alloggiare una bottiglietta d’acqua e il posacenere. Le regolazioni generali sono ottime, chiunque riesce a trovare la posizione corretta all’interno della vettura, il sedile ha la regolazione in altezza oltre alle regolazioni tradizionali e il voltante presenta la possibilità di regolazione in altezza e profondità. Azzeccato è il posizionamento del blocchetto di accensione, sulla destra però rivolto verso il guidatore anziché il posizione laterale. Un po’ meno entusiasmo è dato dalla qualità della plastica della parte superiore del cruscotto, si sarebbe potuto fare uno sforzo maggiore per delle plastiche morbide al tatto. Come già scritto nella parte relativa al design, la visibilità anteriore lato guidatore non è proprio il massimo, i montanti sono piuttosto ampi e le piccole finestrature non aiutano molto. Nella versione 5 porte, l’accessibilità posteriore è facile, e l’apertura delle portiere è adeguata per salire e scendere dall’auto senza troppe contorsioni.
GUIDA
La versione della Grande Punto provata era equipaggiata con il 1.2 65cv, assolutamente da evitare come motorizzazione in caso di acquisto. Per chi vuole una versione benzina è indispensabile optare per il 1.4 da 88 cv o, ancora meglio, per il nuovo 1.4 16v starjet da 95 cv, senz’altro più adeguati al genere di vettura. La massa importante limita fortemente la scelta della motorizzazione, questo 1.2 è in deficit di potenza e coppia soprattutto, non si riesce ad avvertire mai una spinta adeguata, si ha spesso l’impressione, o meglio si è spesso fermi. Inutile dire che bisogna schiacciare l’acceleratore per far muovere dignitosamente la vettura con questo motore, inevitabilmente crescono anche i consumi: ecco che l’equazione motore piccolo consumi ridotti si rivela del tutto falsa in questo caso. Alla guida si nota immediatamente come le qualità del telaio possano sopportare anzi chiedono una iniezione importante di cavalli, il telaio è realmente molto bilanciato e lo sterzo ha delle ottime doti di direzionalità e una giusta prontezza. La taratura del voltante è corretta, è leggero anche senza ricorrere all’assistenza ulteriore della funzione City, con la quale si parcheggia realmente con un dito. Una nota negativa, o positiva a seconda dei gusti, va fatta per il pedale del freno: personalmente non ho gradito l’attacco iniziale molto deciso, è infatti sufficiente una lieve pressione sul pedale e la frenata è immediatamente pronta, avrei preferito una corsa un po’ più lunga, giusto un centimetro in più. L’insonorizzazione complessiva è ottima, anche spremendo spesso il motore e salendo di giri, per la già citata mancanza di cavalli, l’abitacolo è ben isolato dal vano motore, in effetti la bilancia denuncia un peso complessivo ben superiore ai 1100 kg, e senza dubbio i materiali insonorizzanti usati hanno una loro importanza in questo aumento di peso.
In conclusione, la Grande Punto è una vettura davvero ottima, seppur di segmento B può considerarsi a tutti gli effetti una prima auto per le esigenze di una famiglia. I fattori positivi sono senz’altro l’accessibilità della 5 porte, il design azzeccato, le qualità del telaio. Tra i difetti, innanzi tutto il motore sottodimensionato (è obbligatorio orientarsi verso il diesel 90 cv o il 1.4 benzina 8v o 16v), la soglia di carico alta, la massa complessiva piuttosto elevata, l’apertura del bagagliaio: infatti è possibile solo attraverso il pulsante interno o la chiave, manca un sistema meccanico accessibile dall’esterno.
Fabiano Polimeni
10:25
Scritto da: grandprixnews
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TEST: Fiat Panda 1.3Mjet
La nuova Panda è caratterizzata da una linea che prediliga la versatilità e la mobilità urbana, ecco quindi che l’altezza complessiva favorisce un posto guida rialzato, a tutto vantaggio della visibilità e della facilità di manovra in città, gli sbalzi sono particolarmente contenuti e il passo determina una buona abitabilità interna, come vedremo è il bagagliaio a soffrire maggiormente delle dimensione esterne compatte (nell’ordine dei 3 metri e 50 centimetri). Il frontale presenta i gruppi ottici di forma rettangolare che integrano gli indicatori di direzione, la calandra con il logo FIAT è, come ormai abitudine su molti modelli, in gran parte chiusa con una piccola feritoia che effettivamente contribuisce alle esigenze di raffreddamento del motore. La calandra, appunto, è caratterizzata da due listelli cromati in posizione orizzontale che rendono piacevole lo stile del frontale. Nella parte inferiore, troviamo una ampia presa d’aria, che favorisce lo smaltimento del calore e il funzionamento dell’intercooler, ai lati sono presenti i fendinebbia inseriti in delle finte griglie chiuse. Passando alla vista laterale della vettura, si nota come elemento caratterizzante, l’andamento curvilineo della linea superiore dei finestrini: appunto disegna un arco che si conclude in corrispondenza del finestrino posteriore, per poi unirsi con il terzo lunotto laterale (come vedremo molto utile nelle operazioni di manovra e parcheggio). La linea di cintura non è esasperata come molte altre vetture, questo ha permesso una ampia superficie vetrata che conferisce una ampia luminosità all’interno, con tutti i pro e i contro che questo comporta. Particolarmente belle sono, poi, le barre portatutto di colore nero posizionate longitudinalmente sul tetto, si tratta di un optional per le versioni base, mentre sono di serie dall’allestimento Dynamic. Il posteriore non presenta particolari innovazioni stilistiche, il portellone è ampio e da un buon accesso al bagagliaio che, tuttavia, ha dimensioni ridotte e buone per poter caricare le buste della spesa; la soglia di carico è favorevole e quella d’accesso ha una forma abbastanza regolare. Le luci posteriori sono in posizione verticale e posizionate all’estremità del portellone, hanno uno sviluppo ampio e caratterizzano i lati.
INTERNI
Ovviamente, non c’è da attendersi nessuna rifinitura particolarmente pregiata: la scelta è stata chiara, auto semplice, poco costosa, leggera, e di buona qualità costruttiva. Si è evitato quindi di appesantire l’abitacolo con rivestimenti particolarmente curati o altro di pregio. In effetti, però, le plastiche risultano eccessivamente scadenti a prima vista, in particolare quelle dei pannelli porta; sono in un unico blocco stampato e, sebbene contengano di molto il peso rispetto a pannelli più robusti, a prima vista non possono certo dirsi belle. Comunque, l’auto ripaga queste piccole mancanze sotto altri punti di vista. Innanzi tutto, l’abitabilità posteriore: due persone adulte trovano posto agevolmente e senza troppi sacrifici, l’auto è omologata per 4, a pagamento è possibile una omologazione per 5, tuttavia, è davvero difficile accogliere tre passeggeri sul divanetto posteriore. I sedili sono conformati in modo da favorire il comfort e l’accessibilità, quindi niente sagomature accentuate sui bordi o altro che possa ricordare sedili avvolgenti: del resto non è questa la mission che la Panda ha. Senz’altro una scelta azzeccata, così come quella di raggruppare al centro della plancia tutti i comandi principali, specialmente i comandi degli alzavetri. La vecchia punto li aveva al centro della console ma in posizione scomodissima, davvero posizionati male; questa nuova panda li ha sempre al centro, tuttavia, sono più vicini agli occupanti dei sedili anteriori e, grazie all’inclinazione della plancia, sono facilmente raggiungibili (una sistemazione sui pannelli porta d’altronde sarebbe stata impossibile visto lo spazio esiguo). Ugualmente ben posizionata è la leva del cambio, si aziona facilmente, è priva di impuntature (come invece riscontrato sulla Ypsilon) e si manovra senza troppo sforzo; così come la frizione, facile e abbastanza leggera considerando che si tratta di una vettura diesel. La vera pecca, per gli interni, della vettura in prova, è la conformazione dei poggiatesta: a dir poco inutili. Sono in gomma dura e senza alcuna regolazione in altezza, sono scomodi e dubito lavorino a dovere in caso di incidente: è presente, in optional con il terzo poggiatesta posteriore, una tipologia di poggiatesta anteriori migliore, è il caso di pensarci in caso di acquisto. Il vero punto forte di questa Panda, per quanto riguarda gli interni, è la visibilità generale: eccellente, sia in manovra che nel traffico quotidiano. Ampie vetrature, montanti piccoli che non creano angoli bui, grande luminosità interna. Tra i punti deboli, oltre alla qualità delle plastiche, ai poggiatesta, troviamo le regolazioni generali: il sedile, ad esempio, non ha la regolazione in altezza, il volante manca di entrambe le tipologie di regolazione, in profondità e in altezza, in fase di progetto si sarebbe dovuta dare maggiore attenzione a questi particolari. L’abitabilità generale è buona, forse per gli occupanti dei posti anteriori sarebbe stato utile qualche centimetro in più per le gambe.
IMPRESSIONI DI GUIDA
Alla guida, la nuova Panda si caratterizza sin dai primi metri per una manovrabilità eccellente. Lo sterzo è leggerissimo anche senza l’ausilio della funzione City (ancora una volta, rispetto alla Ypsilon è più leggero anche in ragione della gommatura ridotta, la panda monta dei 155/65/13). Ovviamente, non si può chiedere allo sterzo di avere particolari doti di prontezza e direzionalità, è uno sterzo onesto, eccellente nell’uso cittadino e non particolarmente preciso. Ai piccoli angoli è abbastanza impreciso, anche se occorre ricordare la tipologia di auto: quindi tutto nella media. Per quanto riguarda il motore, verrebbe da dire che va ad aria; l’esemplare provato qualche centinaio di chilometri sulle spalle, quindi con un chilometraggio maggiore avrebbe dato risultati ancora migliori, nel ciclo cittadino il computer di bordo indicava un consumo di 20 km/l, direi eccellente visto quanto sopra. Ad andatura costante si è arrivati a quasi 30 km/l: impressionante. Ovviamente, molto dipende dallo stile di guida e dal modo in cui si strapazza il motore. Motore che ha una curva di coppia più favorevole rispetto alla Ypsilon, probabilmente influisce la massa inferiore, in ogni caso la spinta inizia ad avvertirsi già dai 2200 giri/m, quando sulla Ypsilon con lo stesso motore si deve salire sopra i 2500 giri/m. occorre considerare i chilometri che si percorrono annualmente prima di optare sulla versione diesel, infatti, anche il 1200 cc da 60 cavalli ha consumi molto bassi, ovviamente, non al livello della diesel, tuttavia, costa molto meno. Le sospensioni assorbono bene le asperità, il rollio è comunque buono, e la vettura non mette mai in difficoltà con un comportamento sottosterzante facile da controllare. Il bilanciamento della diesel, in ragione del maggior peso che grava sull’anteriore, probabilmente influenza ancora di più la tendenza sottosterzante della vettura.
In considerazione dell’utilizzo che può farsi di una vettura come la Panda, è bene valutare attentamente quale versione acquistare per non ritrovarsi con un punto di pareggio benzina/diesel molto elevato. In favore del 1.3mjet c’è senz’altro la maggiore coppia in basso e l’assoluta tranquillità di funzionamento nei percorsi autostradali, laddove il 1.2 benzina è ovviamente in difficoltà. Nel complesso, questa Panda è quanto di meglio possa chiedersi per chi fa un uso dell’auto quasi del tutto cittadino. L’abitabilità è buona, accoglie facilmente quattro passeggeri; i consumi sono irrisori, il bagagliaio consente uno spazio adeguato per gli acquisti di ogni giorno e la linea è piacevole. Una buon acquisto con un valore nel tempo che si manterrà comunque alto, le versioni diesel senz’altro avranno costi ancora maggiori rispetto alle versioni benzina nel mercato dell’usato, proprio in ragione del fatto che la tipologia di vettura è destinata a percorrenze cittadine e non su grandi distanze. Credo che acquistare una Panda diesel sia conveniente se si intende mantenerla nel tempo e sfruttarla fino in fondo, la versione benzina può essere una scelta eccellente per chi ha bisogno di una vettura per la città.
Fabiano Polimeni
10:20
Scritto da: grandprixnews
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