23/05/2009

F1 GP Monaco: Spiragli tra FIA e Team

Monaco.jpgChe tutto si sistemerà è quanto mai probabile, i Team "dissidenti" e la FIA troveranno un accordo nel comune interesse. La giornata di venerdì a Montecarlo è stata tutt'altro che giornata di glamour e shopping, i grandi capi dei Team si sono riuniti a bordo dello yacth di Flavio Briatore per definire un fronte comune con proposte e principi fermi da opporre a Max Mosley. Subito dopo la riunione "a bordo" si è avuto il meeting con Mosley, tuttavia, non si sono prese decisioni definitive, restando la FOTA a disposizione per ulteriori confronti con Mosley, dopo aver ulteriormente consultato al proprio interno i vari team manager. La posizione emersa è che i Team non sono, a priori, contrari all'introduzione di un tetto ai budget, però, il limite di 45 milioni di euro a stagione dal 2010 è troppo basso e viene introdotto troppo in fretta. Sarebbe auspicabile, per i team, giungere ad un tale limite nel 2012. Luca Cordero di Montezemolo, dopo l'incontro con Mosley ha dichiarato "E' stato un incontro lungo e costruttivo, la FOTA si riunirà nuovamente sabato (oggi) e successivamente di nuovo con Mosley. Noi vogliamo che la Formula Uno resti tale e non diventi qualcosa di diverso, con continui cambi regolamentari che confondono pubblico e tutti gli altri. Vogliamo stabilità e lavoreremo nei prossimi due anni per ridurre ancora i costi." Anche Nick Fry, team Brawn GP, si è detto fiducioso di una soluzione a breve "Le proposte sono state fatte da entrambe le parti ed è stato trovato un piano comune, quindi sono certo ci saranno ulteriori discussioni e penso che risolveremo il tutto in questo week end".

Fabiano Polimeni

16/05/2009

F1 FIA - FOTA Piero Ferrari, no guerra dichiarazioni

piero ferrari.jpg“Questa non è una guerra di dichiarazioni a mezzo stampa” ha riferito Piero Ferrari a “The Guardian”, raggiunto al telefono presso il quartier generale della Ferrari a Maranello. “Queste sono dichiarazioni che vengono da un consiglio di direzione che ha una grande esperienza”.

“Il nostro primo obiettivo è di tenere conto dei limiti del bilancio, che non pensiamo sia possibile controllare”, ha affermato. “Il secondo è che secondo noi è sbagliato che una squadra che accetti le limitazioni di bilancio abbia più libertà e diverse regole tecniche. Se siamo tutti sulla linea di partenza di un Gran Premio, dobbiamo avere tutti le stesse regole, le stesse specifiche tecniche”.

“E' come nel calcio. In Italia abbiamo l'Inter, che sta vincendo il campionato, e che spende grandi somme di denaro per acquistare i giocatori migliori. Ma nella Serie A ci sono squadre come il Catania, che non hanno soldi. Secondo voi si potrebbe chiedere al Catania “potete giocare con 12 giocatori” e dire all'Inter “dovete giocare con 9”? Non sarebbe giusto. Ma queste saranno le regole della Formula 1. Non sono assolutamente accettabili. Chiunque sulla griglia deve prendere il via partendo dalle stesse regole, altrimenti non c'è competizione ed è qualcun altro a decidere chi vincerà”.

“Non è perché vogliamo spendere soldi” ha detto. “Vogliamo risparmiare denaro. Tutti i costruttori sono favorevoli a ridurre le spese della Formula 1. Ma si possono ridurre le spese senza avere un limite di bilancio. E non è una cosa facile da rispettare, è già abbastanza difficile far rispettare le regole tecniche, come si è visto recentemente con il problema del diffusore. Quindi, come si può far rispettare o controllare il budget di spesa?”

“Un'altra cosa è controllare le spese sul piano tecnico. Lo stiamo già facendo con i motori e sarà fatto l'anno prossimo sul cambio. Possiamo perfino introdurre limiti sui costi dei materiali – la fibra di carbonio forse. Ho molti amici che corrono nelle Nascar, negli Stati Uniti. Controllano i costi – il numero di meccanici, per esempio – e le squadre corrono tutte con le stesse regole. Potremmo fare qualcosa di simile”.

Mosley, ha dichiarato, non solo ha ignorato la commissione Formula 1, che dovrebbe avere voce in capitolo su questioni come queste, ma anche le regole esistenti sulla stabilità tecnica. “Ha dimenticato del tutto di consultare gli attori di questo spettacolo. So che il mondo è in crisi economica, ma questo atteggiamento e questo modo di cambiare le regole non salverà di certo l'economia”.

Ciò che è sicuro è che suo padre avrebbe condiviso la sua visione. “Era una persona forte, combatteva sempre per ottenere un accordo, e non avrebbe mai accettato quello che Max sta cercando di fare adesso, imponendo delle nuove regole”.

Un po' come successe nel 1986 quando Enzo Ferrari ha reagito in modo simile con il consiglio direttivo, quando minacciò di lasciare la Formula Uno e di competere alla 500 Indianapolis. “Sono volato in America per firmare il contratto” ha detto Piero Ferrari. “Mio padre aveva perfino costruito una macchina apposta per la gara. La potete vedere anche oggi. E' nel nostro museo”. Non ha fatto nemmeno un giro di pista perché, come sempre, Enzo tornò sui suoi passi. “Ma non stava bluffando” dice suo figlio. “Era serio. E anche noi lo siamo”.

 

Fonte www.ferrari.it

F1 La FIA non può decidere i budget

stewart.jpg Sul tema del tetto ai budget è interessante l'analisi di un grande dell'automobilismo, sir Jackie Stewart. Questo il suo pensiero in merito alla vicenda FIA - FOTA. "Sono d'accordo sul fatto che dovrebbe esserci una riduzione dei costi - ha dichiarato al Daily Express - ma l'organo di governo della Formula Uno è nato per regolare lo sport, non per dire a squadre libere aziende come spendere i soldi che guadagnano. Dovranno farsi dei compromessi, le scuderie sono compagnie private che devono fare profitti costruendo auto. Sarà compito dei capi dei vari team decidere quale sarà il tetto di spesa annuale. Ognuno fa ciò che è in grado, per coloro i quali guidano una squadra saranno quelli che dovranno decidere se uscire dal business in caso di grosse perdite. La FIA semplicemente prende denaro, non fanno guadagni senza le squadre e pretendono di dire a BMW, Ferrari, Renault, Toyota, Mercedes quanto possono investire in F1. Perchè dovrei sentirmi dire quanto spendere da qualcuno che non investe nel mio business? Credo che tutti siamo diventati un pò stravaganti, all'interno e fuori dalla F1, ma tutti stiamo imparando a risparmiare. Da un lato c'è la volontà di attrarre nuove squadre, ma non puoi fare questo promettendo loro che potranno lottare con la Ferrari, che ha passato tutta la propria vita per diventare quel che sono adesso. Nessuno ha il diritto di sopravvivenza assicurato in Formula Uno, lo sanno tutti. Se un Team viene fatto fuori, verrà rimpiazzato. Non dimentichiamoci di squadre come Vanwall, BRM, Tyrrell, Lotus, Brabham. Tutti grandi nomi che sono passati, ma lo sport è andato avanti. QUesto è quello che accade e non serve che la FIA provi in maniera artificiosa a impedire che accada. Senza dimenticare che, mentre da un lato la FIA impone un tetto di spesa annuale, dall'altro apre un'ampia zona grigia sui soldi che potranno essere spesi su diverse parti e aree di un Team." Stewart conclude dicendo che "La FIA avrà un gran numero di persone che andranno avanti indietro, poi perchè compagnie private dovrebbero mettere a loro disposizione i libri societari? SOno aziende che sanno di essere in un duro momento economico, stanno operando tagli ma non vedo la FIA fare lo stesso. Hanno incrementato le tariffe per l'iscrizione dei piloti, poi hanno per caso dismesso i loro jet privati?"