15/05/2009

Auto 2009: Ibiza Bocanegra, dal concept alla serie

bocanegra.jpgIn origine fu il concept che svelò le linee della nuova Seat Ibiza, la sostituta della vettura disegnata da Walter dè Silva. Oggi, dopo il Salone di Barcellona, Seat annuncia la commercializzazione entro il 2009. Bocanegra. Ovvero, 1400cc TSI da 150cv o 180cv, cambio manuale a sei marce o DSG a sette rapporti in optional, XDC preso direttamente dalla nuova Golf e Scirocco. Una segmento B con la quale togliersi diverse soddisfazioni. Sul piano estetico la caratterizzazione è notevole, un anteriore con prese d'aria maggiorate e griglia a nido d'ape di colore nero, anzichè in tinta carrozzeria, particolare dal quale deriva il nome Bocanegra. Proiettori appena più tradizionali con doppia parabola in luogo degli scenografici ma costosi led della presentazione del concept. Profilo laterale dove le linee tese e muscolose dell'Ibiza "tradizionale" vengono esaltate dai cerchi in lega da 17'' (chissà non ci sia in optional la possibilità dei 18'') e dalle calotte degli specchietti cromate. Al posteriore, grande scarico in posizione centrale e di forma trapezoidale incastonato in un paraurti con finti sfoghi d'aria alle estremità e, nuovamente finto, estrattore nella parte inferiore: molto scenografico. Internamente, giusto per non dimenticarsi cosa si ha tra le mani, volante a tre razze con logo B in evidenza nella razza inferiore, paddles dietro al volante per la versione con DSG a 7 rapporti e sedili sui quali incastrarsi, si il termine corretto è incastrarsi, molto profilati per trattenere bene nella guida al limite, tra una curva e l'altra nei trasferimenti laterali. Tecnicamente, il meglio che mamma Volkswagen potesse offrire. In particolare, la primizia è data dal XDC, sistema che dovrà simulare gli effetti di un differenziale autobloccante sfruttando le potenzialità dell'ESP: risultati sperati, un'uscita dalle curve più strette senza ripercussioni sul volante o pattinamenti tipici delle trazioni anteriori con molta cavalleria e in condizioni di scarsa aderenza. Benefici da verificare sul campo. A Martorrell non hanno specificato quanto dovrà essere pesante l'assegno per portarsi a casa questa Bocanegra. Azzardiamo 23 mila euro? Sarebbe una cifra adeguata al plus tecnico che offre rispetto alla concorrenza (Punto Abarth, Peugeot 207 THP, Mini Cooper S, Opel Corsa). La possibilità del DSG, un 1400cc TSI preso appieno dalla Golf, un emulatore di autobloccante come l'XDC: tutti elementi raffinati tecnicamente che potrebbero portarla un gradino sopra le altre, appena sotto la MINI Cooper S quanto a prezzo. Per chi si accontentasse, poi, si potrà optare per la FR o la Cupra, l'effetto non sarà uguale. Aspettiamo l'uscita sul mercato, nel frattempo buona attesa.


Fabiano Polimeni

20/03/2009

TEST: Seat Ibiza MY06 1.2

ibiza.jpgFebbraio 2006 -

In questo spazio vi racconto le prime impressioni avute sulla Seat Ibiza 1.2 12v, auto di segmento B dal buon rapporto qualità prezzo che con l’imminente restyling si uniformerà al family style di Casa Seat. Il progetto è di Walter De Silva, apprezzato designer italiano già padre delle bellissime Alfa 156 e 147. La versione di cui vi parlerò nel dettaglio è la Reference 1.2 12v, le dimensioni esterne sono un buon compromesso tra auto spaziosa e vettura da città con ingombri non eccessivi; le auto dello stesso segmento di ultima uscita (vedi Grande Punto, Renault Clio, Peugeot 207) sono senz’altro cresciute parecchio rispetto alle versioni che sostituiscono, in controtendenza la Toyota con la nuova Yaris, si è preferito aumentare ma con moderazione quelle che erano le dimensioni esterne. Ma veniamo alla Ibiza, lunga 3,99 metri e alta 1,44 ha senz’altro un profilo sportivo, specialmente nella versione tre porte, con la quale però occorre dire si penalizza un po’ l’accesso ai posti posteriori. A livello stilistico poi, emerge una differenza con le altre versioni (con riferimento al modello pre-restyling) i fari non sono del tipo a doppio proiettore (di serie dalla versione Stylance) ma a singola lampada  così come sulla versione Xplod. L’impatto di questa scelta è evidente su  vernici dal colore chiaro, con le quali l’abbinamento  non è proprio dei migliori, la situazione migliora se si opta per un colore scuro, vista  anche la colorazione nera delle maniglie e degli specchi retrovisori  (in tinta carrozzeria dalle versioni superiori). Eccettuati questi due  aspetti l’auto è piacevole anche se il profilo sportivo necessità dell’inserimento dei cerchi in lega, in optional nella misura da 15”. L’interno è improntato alla razionalità e alla consistenza, certo i materiali potrebbero essere migliori specialmente al tatto, si tratta di plastica dura che comunque è ben assemblata nella migliore tradizione tedesca (Seat come tutti sanno fa parte del gruppo Volkswagen), oltretutto sono diversi i particolari che sono ripresi da modelli del gruppo, un riferimento su tutti la maniglia interna cromata e la plancia alla sinistra del volante dove si trova il blocchetto di comando delle luci. L’insieme trasmette robustezza anche se qualche nota deve farsi come già detto alle plastiche, che potrebbero essere di migliore fattura, morbide al tatto come altri modelli di più recente produzione. Passando alla meccanica, il motore è un 3 cilindri 1.2 12v in lega leggera con doppio albero a camme comandato da catena in luogo della tradizionale cinghia. Sembra essere la soluzione migliore per chi effettua pochi chilometri e predilige un utilizzo cittadino. C’è da dire che sconta una mancanza di coppia in basso, il motore per un utilizzo ottimale necessità di girare vicino ai 3000 giri e oltre per ripagare con uno spunto interessante, ben inteso non ha nulla di sportivo ma sposta la vettura con facilità sempre con il presupposto di non voler affrontare strade di montagna ad andatura rallystica. È un propulsore onesto e che dovrebbe ripagare con buoni consumi. Per rendere l’idea, anche se non si tratta di dati del tutto attendibili visto il breve chilometraggio percorso, con andature tranquille in città si fanno i 12 tranquillamente. La situazione cambia se si fa un ricorso frequente a regimi che superano i 3500 giri… il motore prende giri rapidamente, lo spunto è onesto ma i consumi inevitabilmente salgono… quindi meglio optare per motorizzazioni superiori, meglio se diesel, se si intende fare un utilizzo diverso da quello cittadino con qualche puntata fuori porta. Una nota di merito va fatta al cambio, eccellente per manovrabilità, preciso, senza impuntature e veloce al comando; il tutto assistito da una frizione “piuma” per leggerezza e manovrabilità. Altra nota positiva lo sterzo, specialmente nella servoassistenza a basse velocità (l’Ibiza è dotata di un servosterzo elettro-idraulico) che rende le manovre facili e leggere, semmai qualche problema può venire dalla visibilità posteriore, specialmente sulla 3 porte. Tornando agli aspetti meccanici, le sospensioni sono nella tradizione del segmento, McPhaerson all’anteriore e ponte rigido dietro, niente da far notare se non la buona tenuta con le gomme ribassate in abbinamento con i cerchi in lega da 15”. Le prestazioni possono essere adeguate, come detto la spinta c’è sopra i 3000 giri, in autostrada a 130 km/h si è a 4500 giri e la rumorosità all’interno si sente eccome. I tempi per raggiungere i 100 orari non sono da sportiva certamente, la massa è importante, circa 1160 kg e i 64 cavalli fanno quel che possono; tuttavia, chi sceglie il 1.2 certo non ricerca prestazioni da dragster. Il resoconto dei pochi chilometri percorsi è positivo per la qualità costruttiva, per il prezzo di gran lunga inferiore alle nuove vetture del segmento B, oltre che per la disponibilità di spazio a bordo. Dovendo trovare qualche nota dolente, di sicuro i consumi ad andatura autostradale, la visibilità posteriore e la ripresa non certo entusiasmante; in merito a questo punto è specialmente nei tratti in falsopiano che si sente la mancanza di coppia del tre cilindri, si è costretti a schiacciare a fondo e scalare anche due marce per riprendere dignitosamente. Di sicuro l’alternativa al 1.2 12 v non può che essere il 1.4 TDI per chi compie molti chilometri, visto il prezzo superiore di circa 2000 euro e i maggiori costi di manutenzione a lungo andare. Optare sul 1.4 16v benzina non risolve di molto la situazione, i consumi sono superiori e per un pizzico di ripresa in più di certo non vale la pena andare su una motorizzazione più costosa e pur sempre benzina. Il restyling dell’Ibiza entrerà nei listini dal mese di marzo 2006 e solo in maggio sarà disponibile il 3 cilindri di casa Volkswagen da 70 cavalli Euro 4. Vi aggiornerò in seguito specialmente sulla voce consumi, in modo da poter dare un giudizio più completo.

Fabiano Polimeni