TEST: Fiat Grande Punto 1.2

Grande_Punto_2006.gifDESIGN

Nel complesso la vettura si presenta con una linea filante e sportiva, specialmente il frontale è fortemente caratterizzato e richiama elementi stilistici molto azzeccati. Senza ombra di dubbio è stato fatto un grande passo avanti rispetto alla versione precedente. Non si può non notare come, a fronte di un aumento della sicurezza specialmente per l’impatto con un pedone, sia stato necessario disegnare uno sbalzo anteriore molto marcato. Il profilo curvilineo del frontale, in raccordo con la fiancata, non sopperisce completamente l’ampiezza dello sbalzo anteriore e questo crea una sensazione di auto molto caricata sul davanti. Tornando alla parte frontale, si trovano i gruppi ottici di ampie dimensioni e di forma tondeggiante, la calandra ha un andamento piacevole e, nel raccordo con la parte bassa, viene interrotta da un elemento che ospita la targa. Il profilo laterale è caratterizzato da una linea di cintura sportiva, quindi abbastanza alta (specialmente nella versione tre porte) che si raccorda al posteriore con i gruppi ottici a sviluppo verticale. Sempre nella vista laterale, spicca il piccolo “oblò” tra il montante anteriore e il finestrino: in effetti, sono i montanti anteriori ad essere piuttosto massicci e creare degli angoli bui in marcia, sul lato guida. Aver inserito questi piccoli oblò non ha certo migliorato la situazione, tuttavia, creano un effetto stilistico azzeccato. Davvero molto belli sono, invece, gli specchietti retrovisori: molto belli e ampi soprattutto, consentono una visibilità perfetta. Passando al posteriore, la vettura dà la sensazione di essere ben piantata a terra, infatti le linee esterne tendono a divergere verso il basso e, complice la presenza di passaruota posteriori ben sagomati, conferisce appunto l’idea di un retrotreno importante. I gruppi ottici al posteriore mantengono lo sviluppo verticale che ha sempre caratterizzato, sin dalla prima versione, la Punto; le dimensioni sono comunque più raccolte rispetto al passato. Una piccola pecca, dettata dal design del posteriore, è data dalla soglia di carico del bagagliaio: piuttosto alta e con una conformazione che non rende molto accessibile il vano di carico che di per sé ha una buona capienza.

INTERNI

Entrando in macchina la sensazione che si ha è di una vettura di segmento superiore, il passo avanti rispetto al vecchio modello è sensibile. Il disegno della plancia è molto ricercato e con degli accostamenti di colori davvero piacevoli, le finiture in generale sono molto buone considerando la media del segmento. Un particolare da sottolineare è la conformazione dei pannelli delle porte anteriori, hanno un andamento particolare che consente un buon appoggio per il braccio e, rientrando verso l’esterno, aumenta lo spazio tra sedile e portiera. Il disegno poi presenta un andamento verso il basso a copiare, diciamo, la line di cintura esterna. Tra le note positive anche la conformazione dei sedili, abbastanza rigidi e al contempo comodi, semmai sarebbe stato meglio avere una sagomatura maggiore ai lati della seduta su questa versione 1.2 65cv, tuttavia, non se ne sente la mancanza in marcia viste le prestazioni davvero modeste del propulsore. Il volante è rivestito in pelle e la conformazione è molto sportiva, ha un’ottima ergonomia e consente una presa salda e comoda, con degli incavi accentuati nella posizione tradizionale 9 e 15; inoltre, sono di serie i comandi per la radio che risultano comodissimi e con tasti di grandezza adeguata. Tornando alla console, da un lato si apprezza il disegno e l’abbinamento contrastato dei colori, dall’altro è molto pronunciata verso l’abitacolo ed ha costretto ad una posizione della leva del cambio troppo arretrata. Magari qualche centimetro in meno avrebbe permesso una migliore ergonomia della leva e uno spazio sotto la console più ampio e meglio accessibile per posizionare dei piccoli oggetti. Davanti alla leva del cambio sono presenti due ogive per alloggiare una bottiglietta d’acqua e il posacenere. Le regolazioni generali sono ottime, chiunque riesce a trovare la posizione corretta all’interno della vettura, il sedile ha la regolazione in altezza oltre alle regolazioni tradizionali e il voltante presenta la possibilità di regolazione in altezza e profondità. Azzeccato è il posizionamento del blocchetto di accensione, sulla destra però rivolto verso il guidatore anziché il posizione laterale. Un po’ meno entusiasmo è dato dalla qualità della plastica della parte superiore del cruscotto, si sarebbe potuto fare uno sforzo maggiore per delle plastiche morbide al tatto. Come già scritto nella parte relativa al design, la visibilità anteriore lato guidatore non è proprio il massimo, i montanti sono piuttosto ampi e le piccole finestrature non aiutano molto. Nella versione 5 porte, l’accessibilità posteriore è facile, e l’apertura delle portiere è adeguata per salire e scendere dall’auto senza troppe contorsioni.

GUIDA

La versione della Grande Punto provata era equipaggiata con il 1.2 65cv, assolutamente da evitare come motorizzazione in caso di acquisto. Per chi vuole una versione benzina è indispensabile optare per il 1.4 da 88 cv o, ancora meglio, per il nuovo 1.4 16v starjet da 95 cv, senz’altro più adeguati al genere di vettura. La massa importante limita fortemente la scelta della motorizzazione, questo 1.2 è in deficit di potenza e coppia soprattutto, non si riesce ad avvertire mai una spinta adeguata, si ha spesso l’impressione, o meglio si è spesso fermi. Inutile dire che bisogna schiacciare l’acceleratore per far muovere dignitosamente la vettura con questo motore, inevitabilmente crescono anche i consumi: ecco che l’equazione motore piccolo consumi ridotti si rivela del tutto falsa in questo caso. Alla guida si nota immediatamente come le qualità del telaio possano sopportare anzi chiedono una iniezione importante di cavalli, il telaio è realmente molto bilanciato e lo sterzo ha delle ottime doti di direzionalità e una giusta prontezza. La taratura del voltante è corretta, è leggero anche senza ricorrere all’assistenza ulteriore della funzione City, con la quale si parcheggia realmente con un dito. Una nota negativa, o positiva a seconda dei gusti, va fatta per il pedale del freno: personalmente non ho gradito l’attacco iniziale molto deciso, è infatti sufficiente una lieve pressione sul pedale e la frenata è immediatamente pronta, avrei preferito una corsa un po’ più lunga, giusto un centimetro in più. L’insonorizzazione complessiva è ottima, anche spremendo spesso il motore e salendo di giri, per la già citata mancanza di cavalli, l’abitacolo è ben isolato dal vano motore, in effetti la bilancia denuncia un peso complessivo ben superiore ai 1100 kg, e senza dubbio i materiali insonorizzanti usati hanno una loro importanza in questo aumento di peso.

In conclusione, la Grande Punto è una vettura davvero ottima, seppur di segmento B può considerarsi a tutti gli effetti una prima auto per le esigenze di una famiglia. I fattori positivi sono senz’altro l’accessibilità della 5 porte, il design azzeccato, le qualità del telaio. Tra i difetti, innanzi tutto il motore sottodimensionato (è obbligatorio orientarsi verso il diesel 90 cv o il 1.4 benzina 8v o 16v), la soglia di carico alta, la massa complessiva piuttosto elevata, l’apertura del bagagliaio: infatti è possibile solo attraverso il pulsante interno o la chiave, manca un sistema meccanico accessibile dall’esterno.

Fabiano Polimeni

TEST: Fiat Grande Punto 1.2ultima modifica: 2009-03-20T10:25:00+01:00da grandprixnews
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