TEST: Fiat Panda 1.3Mjet

fiat panda.jpgDESIGN

La nuova Panda è caratterizzata da una linea che prediliga la versatilità e la mobilità urbana, ecco quindi che l’altezza complessiva favorisce un posto guida rialzato, a tutto vantaggio della visibilità e della facilità di manovra in città, gli sbalzi sono particolarmente contenuti e il passo determina una buona abitabilità interna, come vedremo è il bagagliaio a soffrire maggiormente delle dimensione esterne compatte (nell’ordine dei 3 metri e 50 centimetri). Il frontale presenta i gruppi ottici di forma rettangolare che integrano gli indicatori di direzione, la calandra con il logo FIAT è, come ormai abitudine su molti modelli, in gran parte chiusa con una piccola feritoia che effettivamente contribuisce alle esigenze di raffreddamento del motore. La calandra, appunto, è caratterizzata da due listelli cromati in posizione orizzontale che rendono piacevole lo stile del frontale. Nella parte inferiore, troviamo una ampia presa d’aria, che favorisce lo smaltimento del calore e il funzionamento dell’intercooler, ai lati sono presenti i fendinebbia inseriti in delle finte griglie chiuse. Passando alla vista laterale della vettura, si nota come elemento caratterizzante, l’andamento curvilineo della linea superiore dei finestrini: appunto disegna un arco che si conclude in corrispondenza del finestrino posteriore, per poi unirsi con il terzo lunotto laterale (come vedremo molto utile nelle operazioni di manovra e parcheggio). La linea di cintura non è esasperata come molte altre vetture, questo ha permesso una ampia superficie vetrata che conferisce una ampia luminosità all’interno, con tutti i pro e i contro che questo comporta. Particolarmente belle sono, poi, le barre portatutto di colore nero posizionate longitudinalmente sul tetto, si tratta di un optional per le versioni base, mentre sono di serie dall’allestimento Dynamic. Il posteriore non presenta particolari innovazioni stilistiche, il portellone è ampio e da un buon accesso al bagagliaio che, tuttavia, ha dimensioni ridotte e buone per poter caricare le buste della spesa; la soglia di carico è favorevole e quella d’accesso ha una forma abbastanza regolare. Le luci posteriori sono in posizione verticale e posizionate all’estremità del portellone, hanno uno sviluppo ampio e caratterizzano i lati.

INTERNI

Ovviamente, non c’è da attendersi nessuna rifinitura particolarmente pregiata: la scelta è stata chiara, auto semplice, poco costosa, leggera, e di buona qualità costruttiva. Si è evitato quindi di appesantire l’abitacolo con rivestimenti particolarmente curati o altro di pregio. In effetti, però, le plastiche risultano eccessivamente scadenti a prima vista, in particolare quelle dei pannelli porta; sono in un unico blocco stampato e, sebbene contengano di molto il peso rispetto a pannelli più robusti, a prima vista non possono certo dirsi belle. Comunque, l’auto ripaga queste piccole mancanze sotto altri punti di vista. Innanzi tutto, l’abitabilità posteriore: due persone adulte trovano posto agevolmente e senza troppi sacrifici, l’auto è omologata per 4, a pagamento è possibile una omologazione per 5, tuttavia, è davvero difficile accogliere tre passeggeri sul divanetto posteriore. I sedili sono conformati in modo da favorire il comfort e l’accessibilità, quindi niente sagomature accentuate sui bordi o altro che possa ricordare sedili avvolgenti: del resto non è questa la mission che la Panda ha. Senz’altro una scelta azzeccata, così come quella di raggruppare al centro della plancia tutti i comandi principali, specialmente i comandi degli alzavetri. La vecchia punto li aveva al centro della console ma in posizione scomodissima, davvero posizionati male; questa nuova panda li ha sempre al centro, tuttavia, sono più vicini agli occupanti dei sedili anteriori e, grazie all’inclinazione della plancia, sono facilmente raggiungibili (una sistemazione sui pannelli porta d’altronde sarebbe stata impossibile visto lo spazio esiguo). Ugualmente ben posizionata è la leva del cambio, si aziona facilmente, è priva di impuntature (come invece riscontrato sulla Ypsilon) e si manovra senza troppo sforzo; così come la frizione, facile e abbastanza leggera considerando che si tratta di una vettura diesel. La vera pecca, per gli interni, della vettura in prova, è la conformazione dei poggiatesta: a dir poco inutili. Sono in gomma dura e senza alcuna regolazione in altezza, sono scomodi e dubito lavorino a dovere in caso di incidente: è presente, in optional con il terzo poggiatesta posteriore, una tipologia di poggiatesta anteriori migliore, è il caso di pensarci in caso di acquisto. Il vero punto forte di questa Panda, per quanto riguarda gli interni, è la visibilità generale: eccellente, sia in manovra che nel traffico quotidiano. Ampie vetrature, montanti piccoli che non creano angoli bui, grande luminosità interna. Tra i punti deboli, oltre alla qualità delle plastiche, ai poggiatesta, troviamo le regolazioni generali: il sedile, ad esempio, non ha la regolazione in altezza, il volante manca di entrambe le tipologie di regolazione, in profondità e in altezza, in fase di progetto si sarebbe dovuta dare maggiore attenzione a questi particolari. L’abitabilità generale è buona, forse per gli occupanti dei posti anteriori sarebbe stato utile qualche centimetro in più per le gambe.

IMPRESSIONI DI GUIDA

Alla guida, la nuova Panda si caratterizza sin dai primi metri per una manovrabilità eccellente. Lo sterzo è leggerissimo anche senza l’ausilio della funzione City (ancora una volta, rispetto alla Ypsilon è più leggero anche in ragione della gommatura ridotta, la panda monta dei 155/65/13). Ovviamente, non si può chiedere allo sterzo di avere particolari doti di prontezza e direzionalità, è uno sterzo onesto, eccellente nell’uso cittadino e non particolarmente preciso. Ai piccoli angoli è abbastanza impreciso, anche se occorre ricordare la tipologia di auto: quindi tutto nella media. Per quanto riguarda il motore, verrebbe da dire che va ad aria; l’esemplare provato qualche centinaio di chilometri sulle spalle, quindi con un chilometraggio maggiore avrebbe dato risultati ancora migliori, nel ciclo cittadino il computer di bordo indicava un consumo di 20 km/l, direi eccellente visto quanto sopra. Ad andatura costante si è arrivati a quasi 30 km/l: impressionante. Ovviamente, molto dipende dallo stile di guida e dal modo in cui si strapazza il motore. Motore che ha una curva di coppia più favorevole rispetto alla Ypsilon, probabilmente influisce la massa inferiore, in ogni caso la spinta inizia ad avvertirsi già dai 2200 giri/m, quando sulla Ypsilon con lo stesso motore si deve salire sopra i 2500 giri/m. occorre considerare i chilometri che si percorrono annualmente prima di optare sulla versione diesel, infatti, anche il 1200 cc da 60 cavalli ha consumi molto bassi, ovviamente, non al livello della diesel, tuttavia, costa molto meno. Le sospensioni assorbono bene le asperità, il rollio è comunque buono, e la vettura non mette mai in difficoltà con un comportamento sottosterzante facile da controllare. Il bilanciamento della diesel, in ragione del maggior peso che grava sull’anteriore, probabilmente influenza ancora di più la tendenza sottosterzante della vettura.

In considerazione dell’utilizzo che può farsi di una vettura come la Panda, è bene valutare attentamente quale versione acquistare per non ritrovarsi con un punto di pareggio benzina/diesel molto elevato. In favore del 1.3mjet c’è senz’altro la maggiore coppia in basso e l’assoluta tranquillità di funzionamento nei percorsi autostradali, laddove il 1.2 benzina è ovviamente in difficoltà. Nel complesso, questa Panda è quanto di meglio possa chiedersi per chi fa un uso dell’auto quasi del tutto cittadino. L’abitabilità è buona, accoglie facilmente quattro passeggeri; i consumi sono irrisori, il bagagliaio consente uno spazio adeguato per gli acquisti di ogni giorno e la linea è piacevole. Una buon acquisto con un valore nel tempo che si manterrà comunque alto, le versioni diesel senz’altro avranno costi ancora maggiori rispetto alle versioni benzina nel mercato dell’usato, proprio in ragione del fatto che la tipologia di vettura è destinata a percorrenze cittadine e non su grandi distanze. Credo che acquistare una Panda diesel sia conveniente se si intende mantenerla nel tempo e sfruttarla fino in fondo, la versione benzina può essere una scelta eccellente per chi ha bisogno di una vettura per la città.

Fabiano Polimeni

TEST: Fiat Panda 1.3Mjetultima modifica: 2009-03-20T10:20:00+01:00da grandprixnews
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