TEST: Seat Ibiza MY06 1.2

ibiza.jpgFebbraio 2006

In questo spazio vi racconto le prime impressioni avute sulla Seat Ibiza 1.2 12v, auto di segmento B dal buon rapporto qualità prezzo che con l’imminente restyling si uniformerà al family style di Casa Seat. Il progetto è di Walter De Silva, apprezzato designer italiano già padre delle bellissime Alfa 156 e 147. La versione di cui vi parlerò nel dettaglio è la Reference 1.2 12v, le dimensioni esterne sono un buon compromesso tra auto spaziosa e vettura da città con ingombri non eccessivi; le auto dello stesso segmento di ultima uscita (vedi Grande Punto, Renault Clio, Peugeot 207) sono senz’altro cresciute parecchio rispetto alle versioni che sostituiscono, in controtendenza la Toyota con la nuova Yaris, si è preferito aumentare ma con moderazione quelle che erano le dimensioni esterne. Ma veniamo alla Ibiza, lunga 3,99 metri e alta 1,44 ha senz’altro un profilo sportivo, specialmente nella versione tre porte, con la quale però occorre dire si penalizza un po’ l’accesso ai posti posteriori. A livello stilistico poi, emerge una differenza con le altre versioni (con riferimento al modello pre-restyling) i fari non sono del tipo a doppio proiettore (di serie dalla versione Stylance) ma a singola lampada  così come sulla versione Xplod. L’impatto di questa scelta è evidente su  vernici dal colore chiaro, con le quali l’abbinamento  non è proprio dei migliori, la situazione migliora se si opta per un colore scuro, vista  anche la colorazione nera delle maniglie e degli specchi retrovisori  (in tinta carrozzeria dalle versioni superiori). Eccettuati questi due  aspetti l’auto è piacevole anche se il profilo sportivo necessità dell’inserimento dei cerchi in lega, in optional nella misura da 15”. L’interno è improntato alla razionalità e alla consistenza, certo i materiali potrebbero essere migliori specialmente al tatto, si tratta di plastica dura che comunque è ben assemblata nella migliore tradizione tedesca (Seat come tutti sanno fa parte del gruppo Volkswagen), oltretutto sono diversi i particolari che sono ripresi da modelli del gruppo, un riferimento su tutti la maniglia interna cromata e la plancia alla sinistra del volante dove si trova il blocchetto di comando delle luci. L’insieme trasmette robustezza anche se qualche nota deve farsi come già detto alle plastiche, che potrebbero essere di migliore fattura, morbide al tatto come altri modelli di più recente produzione. Passando alla meccanica, il motore è un 3 cilindri 1.2 12v in lega leggera con doppio albero a camme comandato da catena in luogo della tradizionale cinghia. Sembra essere la soluzione migliore per chi effettua pochi chilometri e predilige un utilizzo cittadino. C’è da dire che sconta una mancanza di coppia in basso, il motore per un utilizzo ottimale necessità di girare vicino ai 3000 giri e oltre per ripagare con uno spunto interessante, ben inteso non ha nulla di sportivo ma sposta la vettura con facilità sempre con il presupposto di non voler affrontare strade di montagna ad andatura rallystica. È un propulsore onesto e che dovrebbe ripagare con buoni consumi. Per rendere l’idea, anche se non si tratta di dati del tutto attendibili visto il breve chilometraggio percorso, con andature tranquille in città si fanno i 12 tranquillamente. La situazione cambia se si fa un ricorso frequente a regimi che superano i 3500 giri… il motore prende giri rapidamente, lo spunto è onesto ma i consumi inevitabilmente salgono… quindi meglio optare per motorizzazioni superiori, meglio se diesel, se si intende fare un utilizzo diverso da quello cittadino con qualche puntata fuori porta. Una nota di merito va fatta al cambio, eccellente per manovrabilità, preciso, senza impuntature e veloce al comando; il tutto assistito da una frizione “piuma” per leggerezza e manovrabilità. Altra nota positiva lo sterzo, specialmente nella servoassistenza a basse velocità (l’Ibiza è dotata di un servosterzo elettro-idraulico) che rende le manovre facili e leggere, semmai qualche problema può venire dalla visibilità posteriore, specialmente sulla 3 porte. Tornando agli aspetti meccanici, le sospensioni sono nella tradizione del segmento, McPhaerson all’anteriore e ponte rigido dietro, niente da far notare se non la buona tenuta con le gomme ribassate in abbinamento con i cerchi in lega da 15”. Le prestazioni possono essere adeguate, come detto la spinta c’è sopra i 3000 giri, in autostrada a 130 km/h si è a 4500 giri e la rumorosità all’interno si sente eccome. I tempi per raggiungere i 100 orari non sono da sportiva certamente, la massa è importante, circa 1160 kg e i 64 cavalli fanno quel che possono; tuttavia, chi sceglie il 1.2 certo non ricerca prestazioni da dragster. Il resoconto dei pochi chilometri percorsi è positivo per la qualità costruttiva, per il prezzo di gran lunga inferiore alle nuove vetture del segmento B, oltre che per la disponibilità di spazio a bordo. Dovendo trovare qualche nota dolente, di sicuro i consumi ad andatura autostradale, la visibilità posteriore e la ripresa non certo entusiasmante; in merito a questo punto è specialmente nei tratti in falsopiano che si sente la mancanza di coppia del tre cilindri, si è costretti a schiacciare a fondo e scalare anche due marce per riprendere dignitosamente. Di sicuro l’alternativa al 1.2 12 v non può che essere il 1.4 TDI per chi compie molti chilometri, visto il prezzo superiore di circa 2000 euro e i maggiori costi di manutenzione a lungo andare. Optare sul 1.4 16v benzina non risolve di molto la situazione, i consumi sono superiori e per un pizzico di ripresa in più di certo non vale la pena andare su una motorizzazione più costosa e pur sempre benzina. Il restyling dell’Ibiza entrerà nei listini dal mese di marzo 2006 e solo in maggio sarà disponibile il 3 cilindri di casa Volkswagen da 70 cavalli Euro 4. Vi aggiornerò in seguito specialmente sulla voce consumi, in modo da poter dare un giudizio più completo.

Fabiano Polimeni

 

TEST: Seat Ibiza MY06 1.2ultima modifica: 2009-03-20T10:00:00+01:00da grandprixnews
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