TEST: Smart Fortwo Coupè MY05

2005-smart-.jpgGennaio 06-

DESIGN

Il disegno dell’auto è dettato dalla mission che la vettura intende perseguire, gli ingombri ridottissimi sono stati vestiti da una carrozzeria con sbalzi ridottissimi e uno sviluppo in altezza interessante, che favorisce senz’altro l’accesso a bordo. Il modello attualmente in commercio è frutto di un restyling che ne ha aggiornato i fari anteriori, le rifiniture esterne, il disegno dei cerchi in lega. Può piacere o può essere odiata, difficilmente esiste una via di mezzo per chi la vede passare in strada, la caratteristica interessante è la struttura in alluminio, la cosiddetta cellula TRIDION, a vista, che contribuisce ad una elevata rigidità di tutta la struttura e promette un’ottima protezione in caso di incidente nonostante le dimensioni così compatte. Tutto lo stile della vettura è fortemente legato al passo della vettura, le ruote infatti si trovano agli estremi dell’auto ma comunque molto ravvicinate se confrontate con qualsiasi altra auto del segmento A, le compatte city-car. Questa soluzione tecnica influenza parecchio la guida della piccola di casa Mercedes, rendendo spesso necessaria un’attenzione superiore alla media per questa classe di vetture.

INTERNI

Entrati nell’abitacolo si resta positivamente sorpresi del più che sufficiente spazio per il guidatore e il passeggero. Una nota critica può farsi alla regolazione del sedile e dello sterzo, il sedile è regolabile unicamente sull’asse longitudinale (avanti-indietro) e, più lo si arretra maggiormente la seduta di abbassa, senza che sia possibile scegliere una regolazione in altezza autonomamente. Per quanto riguarda lo sterzo, non è consentita alcuna regolazione e questo può essere un ostacolo al perfetto posizionamento in asse con il sedile. La qualità dei materiali è scadente, le plastiche sono di qualità rigida e sullo sconnesso si può percepire più di una vibrazione, ugualmente molto spartani sono le alette parasole che non hanno una manovrabilità accettabile. Nell’ambiente color arancio degli interni, la tristezza della qualità delle plastiche viene sollevata dalle forme curvilinee e “giocose” della plancia, il contrasto dona almeno un po’ di vitalità (assolutamente sconsigliato, pertanto, un accoppiamento di colori scuri all’interno…).  I sedili sono di buona conformazione, l’accesso all’interno è ottimo, anche per la posizione rialzata di cui si gode all’interno. Gli accoppiamenti sono molto approssimativi, la qualità costruttiva è pertanto discutibile, vi sono molte viti in vista e comunque tutta la struttura plancia, mini-console centrale dà un senso di bassa qualità. Certamente non aspettatevi degli interni accoglienti come una ammiraglia, tuttavia, visto anche quanto costa la versione descritta si poteva fare di più e meglio per quanto riguarda la qualità.

IMPRESSIONI DI GUIDA

La SMART Fortwo Coupe ha due facce, da un lato un motore pronto, scattante, dai bassi consumi a qualsiasi andatura, la facilità di guida del cambio automatico con funzione sequenziale (specialmente nel traffico cittadino), dall’altro lato vi è il rovescio della medaglia: un’auto rigida all’inverosimile, un cambio automatico dal funzionamento non proprio impeccabile, alcune situazioni dinamiche potenzialmente pericolose. Nell’analisi degli aspetti positivi, il motore merita una menzione speciale, si tratta di un 3 cilindri 700cm3 con turbo compressore da 61 cv. La spinta è più che adeguata e consente di scattare via molto bene, una forte penalizzazione alle doti del motore viene dal gruppo cambio-frizione che proprio è lento e con una logica di funzionamento migliorabile. Nelle partenze da fermo si nota maggiormente questa scarsa qualità del cambio, nei primissimi metri fa proprio fatica a muovere velocemente la vettura e senza strappi, la massa in gioco dovrebbe favorire l’accelerazione iniziale, invece, a causa del cambio l’auto impiega un tempo eccessivo nello scatto dei primissimi metri. Una conferma che le difficoltà derivano dal gruppo trasmissione è data dal fatto che, anche dai 20 km/h la spinta e la progressione del motore è molto positiva, quindi è un punto senz’altro sul quale lavorare in vista del nuovo modello previsto per il 2007. I consumi non serve nemmeno comunicarli, sempre bassissimi. Se poi si impara a guidare bene l’auto e “capire” la logica del cambio automatico, mantenendo andature costanti, beh, le percorrenze sono sopra i 20km/l senza alcun problema non si va mai sotto i 14km/l.

Veniamo ai punti dolenti, e sfortunatamente bisogna effettivamente chiedersi prima dell’acquisto se il gioco vale la candela. La SMART è da considerarsi un’eccellente automobile da città, punto. Qualche puntata fuori porta la si fa senza problemi, tuttavia, personalmente la considero una terza auto. Il passo ridottissimo ha portato a tarature delle sospensioni molto rigide e, unitamente alla distribuzione dei pesi, porta la vettura ad un notevole e pericoloso sottosterzo (l’auto tende ad allargare con l’anteriore la traiettoria) nelle curve, anche di ampio raggio, affrontate a velocità sostenute: cautela! I primi esemplari di SMART soffrivano molto le strade sconnesse, la stabilità non era adeguata. Tant’è che con il restyling la vettura è stata equipaggiata con l’ESP che dovrebbe intervenire nelle situazioni d’emergenza per “riportare” l’auto entro margini di sicurezza. Altro punto davvero penalizzante è il gruppo trasmissione (cambio-frizione) che, oltre a logiche di funzionamento non sempre comprensibili denota una certa lentezza nei passaggi di marcia, specialmente in salita di rapporto. In scalata, la situazione è meno peggiore di quanto non avvenga in salita ed è previsto anche il cosiddetto kick – down, ovvero, schiacciando completamente a fondo (letteralmente) l’acceleratore (a controllo elettronico, ndr) il cambio scala una marcia e rende più veloce la ripresa. Una volta abituati al sistema, risulta comodo in caso di un sorpasso con necessità di scalata, sarà sufficiente schiacciare a fondo e automaticamente verrà tolta una marcia, con il motore in coppia e pronto a spingere. La rumorosità interna è accettabile, a tal proposito evitate la motorizzazione diesel: è meno potente, ha consumi pressoché identici, ed è molto rumorosa al pari della versione cabrio.

CONCLUSIONI

Ottima auto da città, la migliore che esista (in attesa di provare una delle tre sorelle tra C1, 107 e Aygo). Consumi sempre bassissimi, apprezzabile la spinta del motore. Punti dolenti, il prezzo: eccessivamente alto, gioca sul ruolo di status simbol e sull’unicità del modello. Cambio automatico lento. Stabilità in determinate condizioni di guida, come, ad esempio, raffiche di vento laterali. Rigidità complessiva.

 

Fabiano Polimeni

TEST: Smart Fortwo Coupè MY05ultima modifica: 2009-03-20T10:25:00+01:00da grandprixnews
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento