Gran Premio Australia: commento

Il Gran Premio appena passato in rassegna resterà negli occhi degli appassionati a lungo, non solo per la doppietta di una squadra esordiente – la Brawn Gp – come prima d’ora solo nel 1950 con l’Alfa Romeo, ma soprattutto per i numerosi spunti che ha dato. Intanto, le notizie più recenti vedono la penalità per Trulli e Vettel, il primo reo di aver sorpassato Hamilton in regime di bandiere gialle e penalizzato di 25″ (in luogo del drive trough) che significano 13mo posto finale; per Vettel c’è stato l’addebito dell’incidente con Kubica e conseguentemente subirà una penalizzazione di 10 posizioni in griglia la prossima domenica in Malesia e una multa di 50 mila euro. Veniamo alle considerazioni che il Gran Premio ha portato: innanzi tutto, la grande prestazione Brawn: è stata una sorpresa “a metà”, visto che gli osservatori più attenti avevno intravisto il grande potenziale nelle due sessioni di test condotte prima di questo inizio. Il team ha capitalizzato poi un intero anno e oltre di sviluppo, visto che la Honda 2008 era talmente lenta come macchina che si sono concentrati direttamente sullo sviluppo di soluzioni per questo 2009. Estrattore a parte, la monoposto è stabile anche nel lento, con una buona trazione meccanica e un consumo degli pneumatici che sembra migliore di molte altre vetture. Ecco, proprio il capitolo pneumatici è l’altro tema caldo e di sicuro interesse: il regolamento quest’anno ha imposto al gommista Bridgestone di portare come al solito due mescole per ogni circuito, però, e qui sta la novità, non dovranno essere contigue in gamma; mi spiego meglio, in una scala di prodotti che va dalle gomme super-mordibe alle dure, ad un Gran Premio non potranno portarsi le due specifiche super morbide e morbide, dovrà esserci un “salto”. Questo su ogni circuito avrà un risvolto importante perchè imprevedibile, qui a Melbourne (asfalto scivoloso essendo un cittadino) la specifica super-soft ha fatto impazzire quasi tutti visto che le gomme duravano appena 7-8 giri. Abbiamo visto come chi ha fatto la scelta delle morbide ad inizio gara (Ferrari, Hamilton e Kubica) ha sofferto moltissimo, Ferrari soprattutto, perchè con vettura pesante il problema era amplificato rispetto a Kubica che era molto leggero. Chi ha montato le gomme sul finire della gara, per uno stint molto breve (Vettel) ha subito la rimonta di Kubica, terminata come abbiamo visto. Altro punto interessante, il tedesco di Kerpen: Vettel. Ha condotto una gara da campione, ha resistito sui tempi di Button con una vettura ottima (la RedBull) ma priva delle intuizioni della Brawn, poi purtroppo ha voluto resistere a Kubica, forse sbagliando perchè si sarebbe potuto accontentare di un terzo posto, sapendo la differenza di gomme: ma ha 21 anni, è un gran pilota e continuando su questi risultati tra un anno lo vedremo a Maranello (finalmente). C’è da ricordare che Vettel ha messo in pista la vettura senza aver svolto completamente lo sviluppo nelle libere del venerdì per dei problemi tecnici e per un suo errore, quindi la gara fatta acquista un notevole valore. Ultimo punto degno di nota, Ferrari. Che l’affidabilità fosse precaria era da mettere in preventivo, certo almeno una vettura doveva portarsi all’arrivo, l’importante è che si diano una bella sveglia i due piloti che, quando arriva la domenica, vanno in letargo. Hamilton uscito dai box è riuscito a resistere a Massa tenendolo dietro, cosa opposta rispetto a quanto accaduto in precedenza con altri due piloti in lotta: questo è mancare di grinta e aggressività. Quanto a Raikkonen, è da vedere se ha commesso un errore oppure è stato vittima di un problema al differenziale quando ha compiuto il testacoda, resta valido comunque il discorso di cui sopra: più grinta. Tra gli altri, bene Hamilton ce ha portato a spasso lottando – quando possibile – quel rottame di McLaren, è esattamente quello che mi sarei aspettato dai due ferraristi. Deludente la Renault, dopo gli ultimi test spagnoli e ottima rimonta delle due Toyota, con un positivo Glock e un grande Trulli, purtroppo penalizzato. Tra sette giorni si replica, Malesia. Ci sarà di che divertirsi, specialmente con le gomme, visto che è una pista molto aggressiva con gli pneumatici e dove le temperature dell’asfalto sono spesso di 50° C.


Fabiano Polimeni

Gran Premio Australia: commentoultima modifica: 2009-03-29T14:53:38+02:00da grandprixnews
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