Auto 2009: Peugeot 206 Plus, a volte ritornano

1.jpgFino a qualche anno fa, la corsa all’ultimo modello che soppiantasse il precedente era un elemento irrinunciabile per le Case automobilistiche per proporre un quid di diverso, magari anche solo nel design. In tempi di crisi, si cerca di racimolare clienti sulle fasce di mercato più disparate. In principio fu Fiat quando, in seguito al lancio della Grande Punto, decise di tenere in produzione – e tutt’ora presente – la vecchia Punto. Oggi si chiama Punto Classic e viene venduta con il 1.2 a benzina e il 1.3 Multijet diesel. Allora si disse “sarà per uno o due anni, il tempo di stabilizzare le vendite del nuovo modello”. Quella che doveva essere una operazione di passaggio ha aperto una nuova nicchia di mercato. E’ da dire anche che, se questa nicchia di mercato esiste, è merito di costruttori come Renault che prima d’altri hanno compreso l’importanza di un marchio low cost, proponendo nell’Europa occidentale il brand Dacia: prima la Logan, poi le sue varianti e infine la Sandero. Tutti i costruttori a rincorrere, quindi. La stessa Renault mantenne la Clio vecchia serie, adesso con il nome Clio Storia.

Poi fu Peugeot che mantenne la 206 a listino nonostante la nuova 207. Proprio Peugeot va oltre, non si limita a mantenere la vecchia produzione di 206 accanto alla sorella maggiore 207: ne fa un restyling. I risultati? Di dubbio gusto. L’operazione ha previsto la modifica del frontale della 206 per renderla più vicina al family feeling della Casa del Leone. Proiettori allungati, grande presa d’aria in stile 207, nervature sul cofano. Il problema? Spesso queste operazioni di taglia e cuci prescindono dall’insieme. Per intenderci, la 207 è una vettura più larga, più lunga e  con una sua armonia di linee che rendono accettabile il nuovo design. La 206, con le sue forme scelte sulla base di un corpo vettura diverso soffre il nuovo anteriore. L’imponenza che i fari e la calandra vogliono conferire si scontra con il resto della vettura che, dal montante anteriore in poi, è rimasta come la vecchia 206. Sarebbe più onesto voler offrire un prodotto nato bene, con un suo DNA stilistico e offrire questi contenuti a prezzi vantaggiosi, anzichè, scimmiottare il nuovo corso di design per una semplice questione di riconoscibilità di brand. Sarebbe come pensare di trapiantare il design dell’anteriore della Grande Punto sulla Punto Classic: una discordanza di stili e linee totale che decreterebbe l’insuccesso dell’operazione originaria: allargare verso il basso la gamma. Speriamo si ravvedano i costruttori, cercando di comprendere che non è un nuovo faro anteriore o una mascherina diversa a orientare le scelte del cliente.


Fabiano Polimeni

Auto 2009: Peugeot 206 Plus, a volte ritornanoultima modifica: 2009-04-28T10:10:20+02:00da grandprixnews
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